Storie del Corano
La storia del profeta Yusuf (pace su di lui)
Fonte: 12:4, 12:5, 12:8, 12:9, 12:10, 12:12, 12:13, 12:15, 12:17, 12:18, 12:19, 12:20, 12:21, 12:23, 12:25, 12:27, 12:31, 12:33, 12:42, 12:43, 12:44, 12:50, 12:51, 12:58, 12:77, 12:84, 12:87, 12:89, 12:90, 12:92, 12:93, 12:96, 12:100, 12:111
- Versetti
- 12:4, 12:5, 12:8, 12:9, 12:10, 12:12, 12:13, 12:15, 12:17, 12:18, 12:19, 12:20, 12:21, 12:23, 12:25, 12:27, 12:31, 12:33, 12:42, 12:43, 12:44, 12:50, 12:51, 12:58, 12:77, 12:84, 12:87, 12:89, 12:90, 12:92, 12:93, 12:96, 12:100, 12:111
- Traduzione
- Hamza Roberto Piccardo, Il Corano, traduzione di Hamza Roberto Piccardo
Il sogno di un fratello, tre camicie e una promessa dal fondo di un pozzo che si è avverata.
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I versetti
Traduzione: Hamza Roberto Piccardo, Il Corano, traduzione di Hamza Roberto Piccardo (Quran.com).
Fonte
- Versetti
- Yusuf 12:4-5, Yusuf 12:8-10, Yusuf 12:12-13, Yusuf 12:15, Yusuf 12:17-21, Yusuf 12:23, Yusuf 12:25, Yusuf 12:27, Yusuf 12:31, Yusuf 12:33, Yusuf 12:42-44, Yusuf 12:50-51, Yusuf 12:58, Yusuf 12:77, Yusuf 12:84, Yusuf 12:87, Yusuf 12:89-90, Yusuf 12:92-93, Yusuf 12:96, Yusuf 12:100, Yusuf 12:111
- Traduzione
- Hamza Roberto Piccardo, Il Corano, traduzione di Hamza Roberto Piccardo (Quran.com)
- Tafsir
- Tafsir Ibn Kathir (Abridged), English, Quran.com
Fonti
- [1] Quran, Surah Yusuf (12), Quran.com (consultato il 2026-10-17)Arabic text (Uthmani script) and English translation by Saheeh International, for each verse quoted in the video. The video's subtitles quote these verses in its own wording; this page shows Saheeh International exactly.Pagine consultate, per versetto: 12:4, 12:5, 12:8, 12:9, 12:10, 12:12, 12:13, 12:15, 12:17, 12:18, 12:19, 12:20, 12:21, 12:23, 12:25, 12:27, 12:31, 12:33, 12:42, 12:43, 12:44, 12:50, 12:51, 12:58, 12:77, 12:84, 12:87, 12:89, 12:90, 12:92, 12:93, 12:96, 12:100, 12:111
- [2] Tafsir Ibn Kathir (Abridged), English, Quran.com (consultato il 2026-10-17)The abridged English translation of Ibn Kathir's Tafsir al-Qur'an al-'Azim, as shown on Quran.com under "Ibn Kathir (Abridged)". Quran.com shows the commentary for a group of verses; the page opened for each verse is listed. Summarised in our own words.Pagine consultate, per versetto: 12:4, 12:5, 12:8, 12:9, 12:10, 12:12, 12:13, 12:15, 12:17, 12:18, 12:19, 12:20, 12:21, 12:23, 12:25, 12:27, 12:31, 12:33, 12:42, 12:43, 12:44, 12:50, 12:51, 12:58, 12:77, 12:84, 12:87, 12:89, 12:90, 12:92, 12:93, 12:96, 12:100, 12:111
Spiegazione
- Yusuf (pace su di lui) raccontò a suo padre di aver visto undici stelle, il sole e la luna prosternarsi davanti a lui (12:4). Ibn Kathir riporta l'affermazione di Ibn Abbas secondo cui i sogni dei profeti sono rivelazione da parte di Allah, e che i commentatori spiegarono le undici stelle come i suoi undici fratelli e il sole e la luna come suo padre e sua madre.[1][2]
- Suo padre Ya'qub (pace su di lui) gli disse di non raccontare il sogno ai suoi fratelli (12:5). Ibn Kathir spiega che temeva che lo invidiassero e tramassero contro di lui, e cita lo hadith secondo cui chi fa un sogno che non gli piace deve chiedere rifugio ad Allah dal suo male e non raccontarlo a nessuno.[1][2]
- I fratelli si lamentarono che Yusuf e suo fratello fossero più cari al padre, e alcuni proposero di ucciderlo o di cacciarlo in un'altra terra, con l'intenzione di diventare giusti in seguito (12:8-9). Ibn Kathir osserva che progettavano il pentimento ancora prima di commettere il peccato. Uno di loro disse: non uccidetelo, gettatelo in fondo al pozzo (12:10). Qatada e Ibn Ishaq dissero che si trattava del maggiore, Rubil (Ruben); as-Suddi disse che era Yahudha (Giuda).[1][2]
- Ibn Kathir aggiunge che il loro piano di ucciderlo non avrebbe mai potuto riuscire, perché Allah aveva voluto che Yusuf diventasse Suo profeta e un uomo di autorità in Egitto.[2]
- Chiesero al padre di mandarlo con loro perché potesse andare «a divertirsi e a giocare» (12:12). Ya'qub rispose che temeva che un lupo lo divorasse mentre loro non badavano a lui (12:13). Ibn Kathir nota che questo mostra il suo profondo amore per il figlio, e che i fratelli udirono da lui queste parole e più tardi le usarono come scusa.[1][2]
- In fondo al pozzo Allah ispirò a Yusuf che un giorno avrebbe ricordato loro ciò che avevano fatto, mentre essi non si sarebbero accorti di chi fosse (12:15). Ibn Kathir spiega che ciò avvenne nel momento dell'angoscia, per confortargli il cuore e rafforzarne la determinazione; Ibn Abbas disse che glielo avrebbe ricordato quando non fossero stati in grado di riconoscerlo.[1][2]
- La prima camicia. I fratelli tornarono di sera piangendo e dissero che un lupo lo aveva divorato (12:17), e portarono la sua camicia macchiata di «un sangue che non era il suo» (12:18). Ibn Kathir riporta da Mujahid, as-Suddi e altri che sgozzarono una pecora e macchiarono la camicia con il suo sangue, ma dimenticarono di strapparla, ed è per questo che Ya'qub non credette loro. Egli rispose: «Bella pazienza», e che Allah è Colui al Quale si chiede aiuto.[1][2]
- L'attingitore d'acqua di una carovana calò il secchio e gridò: «Buona nuova, c’è un ragazzo!» (12:19). Ibn Kathir riporta da Ibn Abbas che furono i fratelli a nascondere che era loro fratello, e che fu venduto per pochi dirham (12:20), venti secondo Ibn Mas'ud. Allah sapeva ciò che facevano e avrebbe potuto fermarli, ma nella Sua perfetta saggezza decretò diversamente.[1][2]
- L'uomo d'Egitto che lo comprò disse alla moglie di rendergli comodo il soggiorno (12:21). Ibn Kathir dice che era il ministro d'Egitto, con il titolo di al-'Aziz, e cita Ibn Mas'ud che lo annovera tra le tre persone dotate di maggiore perspicacia. Allah stabilì Yusuf in quella terra per insegnargli l'interpretazione dei sogni.[1][2]
- La moglie di al-'Aziz chiuse le porte e lo chiamò; egli cercò rifugio in Allah e disse: «Il mio padrone mi ha dato buona accoglienza» (12:23). Ibn Kathir spiega che intendeva il marito di lei, che lo aveva trattato con bontà, e che quindi non lo avrebbe mai tradito.[1][2]
- La seconda camicia. Entrambi corsero verso la porta, lei gli strappò la camicia da dietro e lo accusò davanti al marito (12:25); un testimone della famiglia di lei stabilì che, se la camicia era strappata da dietro, lei aveva mentito e lui diceva la verità (12:27). Ibn Kathir spiega che lui era fuggito e lei lo aveva trattenuto per la camicia da dietro. Sul testimone riporta due opinioni: un uomo adulto, oppure un bambino piccolo, l'opinione preferita da Ibn Jarir at-Tabari.[1][2]
- Quando le donne della città lo videro al banchetto, si tagliarono le mani e dissero che era «un angelo nobilissimo» (12:31). Ibn Kathir cita lo hadith autentico secondo cui il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) incontrò Yusuf nel terzo cielo nella Notte dell'Isra e disse che gli era stata data metà di tutta la bellezza.[1][2]
- Yusuf pregò: «O mio Signore, preferisco la prigione a ciò cui mi invitano» (12:33). Ibn Kathir spiega che preferì la prigione per timore di Allah e chiese ad Allah di non abbandonarlo a se stesso, e cita lo hadith di al-Bukhari e Muslim sui sette che Allah riparerà alla Sua ombra, tra cui un uomo che respinge una donna di rango e di bellezza dicendo di temere Allah.[1][2]
- Yusuf chiese al prigioniero che sarebbe stato liberato di ricordarlo presso il suo signore, ma Satana fece sì che l'uomo se ne dimenticasse, e Yusuf rimase in prigione per diversi anni (12:42). Ibn Kathir dice che la dimenticanza si riferisce all'uomo liberato, e che la parola usata per «diversi» indica da tre a nove, secondo Mujahid e Qatada.[1][2]
- Il re vide sette vacche grasse divorate da sette vacche magre, e i suoi notabili lo definirono un groviglio di sogni confusi (12:43-44). Ibn Kathir nota che Yusuf lo interpretò senza rimproverare l'uomo che lo aveva dimenticato e senza porre come condizione la propria liberazione; intese le vacche come anni.[1][2]
- Yusuf rifiutò di lasciare la prigione finché non fosse stata stabilita la sua innocenza (12:50), e la moglie di al-'Aziz ammise: «Ormai la verità è manifesta» (12:51). Ibn Kathir cita lo hadith in cui il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) lodò la pazienza di Yusuf, dicendo che, se fosse rimasto in prigione tanto a lungo quanto Yusuf, avrebbe accettato l'invito a uscire.[1][2]
- Negli anni della siccità i suoi fratelli vennero a comprare cibo; egli li riconobbe, ma essi non lo riconobbero (12:58). Ibn Kathir spiega che lo avevano venduto da bambino e non avrebbero mai potuto immaginare che sarebbe diventato ministro, e aggiunge che Yusuf stesso non mangiava a sazietà dalle provviste che custodiva per la gente.[1][2]
- Quando la coppa del re fu trovata nella sacca di Binyamin, i fratelli dissero che anche un suo fratello aveva rubato in passato, intendendo Yusuf (12:77). Yusuf tenne per sé la sua risposta; Ibn Kathir spiega che la disse dentro di sé e non ad alta voce.[1][2]
- Gli occhi di Ya'qub divennero bianchi per il dolore, ed egli trattenne la sua pena (12:84). Ibn Kathir riporta da Qatada e altri che non si lamentò con nessuna creatura. Poi mandò i figli a cercare Yusuf e suo fratello e disse loro di non disperare del soccorso di Allah, perché solo i miscredenti disperano (12:87).[1][2]
- Yusuf chiese loro se sapessero che cosa avevano fatto quando erano nell'ignoranza (12:89) e si rivelò: «Io sono Giuseppe e questi è mio fratello» (12:90). Ibn Kathir lo collega alla promessa che con la difficoltà viene la facilità (94:5-6). Yusuf disse che quel giorno non avrebbero subito alcun rimprovero e pregò per il loro perdono (12:92); Ibn Kathir spiega che da quel giorno non avrebbe mai più ricordato loro il torto commesso.[1][2]
- La terza camicia. Yusuf disse loro di posare la sua camicia sul volto del padre perché tornasse a vedere (12:93). Ibn Kathir riporta da Ibn Abbas che, quando la carovana lasciò l'Egitto, Ya'qub percepì l'odore di Yusuf a otto giorni di distanza. Quando il latore della buona notizia arrivò e gliela posò sul volto, la vista gli tornò (12:96). Mujahid e as-Suddi dissero che il latore era Yahudha, che un tempo aveva portato la camicia con il sangue falso e voleva cancellare quel torto.[1][2]
- Yusuf fece salire i genitori sul trono, essi si inchinarono davanti a lui, ed egli disse che il sogno di un tempo si era avverato (12:100). Ibn Kathir spiega che questo inchino era un saluto consentito verso le persone di autorità nelle leggi precedenti, e che l'Islam ha riservato la prosternazione al solo Allah. Riferisce che il sogno si avverò quarant'anni dopo, oppure ottanta secondo altri.[1][2]
- La sura si conclude: «Nelle loro storie c’è una lezione per coloro che hanno intelletto» (12:111). Ibn Kathir spiega che il Corano non è un racconto inventato ma una conferma delle rivelazioni precedenti, e una guida e una misericordia per i credenti.[1][2]
Lezioni e benefici
- L'invidia può spingere persino dei fratelli a torti gravi; bisogna guardarsene per tempo.[1][2]
- Certe grazie è meglio tenerle per sé finché non arrivano.[1][2]
- Gli uomini tramano, ma il decreto di Allah prevale, ed Egli trae il bene da ciò che era stato pensato come male.[1][2]
- Nel momento più duro Allah manda conforto, e con la difficoltà viene il sollievo.[1][2]
- La pazienza significa lamentare il proprio dolore soltanto ad Allah.[1][2]
- Le menzogne tendono a sgretolarsi: i fratelli macchiarono la camicia, ma dimenticarono di strapparla.[1][2]
- La castità e la lealtà vengono prima del desiderio, del rango e delle comodità.[1][2]
- Il credente chiede ad Allah di non abbandonarlo a se stesso davanti alla tentazione.[1][2]
- Fai il bene anche a chi si è dimenticato di te, senza rimproveri né condizioni.[1][2]
- Riabilitare il proprio nome è importante, e la verità viene fuori a suo tempo.[1][2]
- Non disperare mai del soccorso di Allah.[1][2]
- Il vero perdono non continua a ricordare agli altri il loro torto.[1][2]
- Le storie del Corano sono lezioni per chi riflette.[1][2]
Domande per riflettere
Queste domande sono scritte da Qabas Academy per aiutarti a riflettere. Non fanno parte del Corano né del suo tafsir.
- Quale grazia della tua vita forse è meglio tenere per te, per ora?
- Dove l'invidia, anche solo un poco, condiziona il modo in cui vedi un fratello, una sorella o un collega?
- Yusuf rifiutò ciò che era facile e scelse la prigione. Quanto ti costerebbe scegliere ciò che è giusto in una situazione di questa settimana?
- C'è qualcuno che hai perdonato ma a cui continui a ricordare quello che ha fatto?
- Quando hai visto qualcosa che sembrava una perdita trasformarsi più tardi in un bene?
Card di riflessione
Una card con una riflessione tratta da questo episodio e la sua fonte, pronta da condividere.
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