Hadith
Il devoto e il peccatore
- 6:04
- HD
- 10 lingue
- CC
- Grado: Sahih (authentic), as graded by al-Albani
Due uomini vivevano come fratelli: uno cadeva continuamente nel peccato, l'altro passava le sue giornate ad adorare Allah e continuava a dirgli di smettere. Poi un giorno, in un momento di rabbia, il devoto disse una sola parola. Una storia raccontata dal Profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui), animata (Sunan Abi Dawud 4901).
Fonti: Su questo raccontoSunan Abi Dawud 4901Sahih (authentic), as graded by al-Albani
- Raccolta
- Sunan Abi Dawud
- Narrazione
- Sunan Abi Dawud 4901Riferimento nel libro: Book 43 (General Behavior (Kitab Al-Adab)), Hadith 129
- Valutazione
- Sahih (authentic), as graded by al-AlbaniSunan Abi Dawud 4901, Al-Durar al-Saniyya, Al-Durar al-Saniyya, Al-Durar al-Saniyya, Al-'Azimabadi, Sahih Muslim 2621, Sahih al-Bukhari 3244, Sahih Muslim 2824a, Sahih al-Bukhari 7422, Sahih Muslim 2751a
- Versetti
- 39:53
Traduzione: Qabas
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Lo hadith e il versetto
Su questo racconto
Il film racconta questo hadith con parole sue, come una scena. Dettagli come la casa con il pozzo e il fico, il saluto tra i due uomini, i consigli al pozzo e nel vicolo, le parole del devoto nel Giorno del Giudizio («Signore mio… perché?! Io pregavo… io digiunavo!»), il «Sia lode ad Allah» del peccatore, la pioggia e il pentimento del peccatore da solo, le tombe, e gli angeli che portano via il devoto fanno parte del racconto del film, non sono parole del hadith. Le spiegazioni del narratore (le frasi che cominciano con «Cioè») e le lezioni alla fine sono la spiegazione del film, non parole del hadith. Il hadith non dice qual era il peccato del peccatore. Ciò che è autentico è il hadith riportato qui sotto, con gli altri racconti elencati insieme a lui, e il versetto del Corano recitato alla fine.
Hadith
Traduzione: Qabas · Sunan Abi Dawud 4901
Traduzione inglese verificata
Narrated AbuHurayrah: I heard the Messenger of Allah (ﷺ) say: There were two men among Banu Isra'il, who were striving for the same goal. One of them would commit sin and the other would strive to do his best in the world. The man who exerted himself in worship continued to see the other in sin. He would say: Refrain from it. One day he found him in sin and said to him: Refrain from it. He said: Leave me alone with my Lord. Have you been sent as a watchman over me? He said: I swear by Allah, Allah will not forgive you, nor will he admit you to Paradise. Then their souls were taken back (by Allah), and they met together with the Lord of the worlds. He (Allah) said to this man who had striven hard in worship; Had you knowledge about Me or had you power over that which I had in My hand? He said to the man who sinned: Go and enter Paradise by My mercy. He said about the other: Take him to Hell. AbuHurayrah said: By Him in Whose hand my soul is, he spoke a word by which this world and the next world of his were destroyed.
English translation by Prof. Ahmad Hasan, as published on Sunnah.com.
Versetti
Traduzione pubblicata consultata: Hamza Roberto Piccardo, Il Corano, traduzione di Hamza Roberto Piccardo (Quran.com).
Capitoli
Spiegazione
- Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) raccontò questa storia su due uomini dei Figli di Israele, un popolo vissuto molto prima del suo tempo. Al-Durar al-Saniyya spiega che i due erano uniti come fratelli per amore di Allah, non per parentela: stavano sempre insieme ed erano amici. 'Awn al-Ma'bud, un commento classico alla raccolta di Abu Dawud, dà anche un altro significato della parola: due uomini che si impegnavano molto, ciascuno verso una meta, uno verso il bene e l'altro verso il male (vol. 13, p. 200). Uno dei due continuava a peccare; l'altro si impegnava molto ad adorare Allah. Il hadith non dice qual era il peccato del peccatore.[1][7][10]
- Ogni volta che il devoto vedeva il suo amico peccare, gli dava un consiglio e gli diceva una sola parola, «أقصر», cioè «Smettila»: fermati, trattieniti dal peccato e lascialo, come spiegano al-Durar al-Saniyya e 'Awn al-Ma'bud (vol. 13, p. 200). Un giorno il peccatore rispose: «Lasciami con il mio Signore. Sei forse stato mandato a sorvegliarmi?» Al-Durar al-Saniyya spiega che cosa intendeva: lasciami, perché il mio Signore perdona il peccato e accoglie chi torna a Lui; Colui che sorveglia me, te e ogni cosa è Allah.[1][7][10]
- Allora il devoto si arrabbiò e giurò per Allah che Allah non avrebbe perdonato il suo amico, o, con le altre parole che riporta la narrazione, che Allah non lo avrebbe fatto entrare in Paradiso. Al-Durar al-Saniyya spiega che con questo giuramento parlò come se potesse decidere al posto di Allah sulla misericordia di Allah verso i Suoi servi. Decidere chi entra in Paradiso o all'Inferno spetta solo ad Allah, e nessuno lo condivide con Lui; chi osa farlo si mette in un grande pericolo.[1][7]
- I due morirono e si ritrovarono davanti al Signore di tutti i mondi. Allah disse al devoto: «Mi conoscevi forse? O avevi potere su ciò che è nella Mia mano?» Al-Durar al-Saniyya spiega che Allah respingeva ciò che lui aveva deciso sul peccatore, perché questo spetta solo ad Allah. Al peccatore Allah disse: «Va', entra in Paradiso per la Mia misericordia», cioè: ti ho perdonato. Dell'altro disse: «Portatelo all'Inferno», perché aveva deciso con certezza che Allah non avrebbe perdonato il peccatore. In Paradiso, come il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) raccontò in un altro hadith, Allah ha preparato per i Suoi servi buoni «ciò che nessun occhio ha visto, nessun orecchio ha udito, e nessun cuore umano ha mai immaginato».[1][7][3][4]
- Abu Hurayra, che riferì il hadith, aggiunse: «Per Colui che tiene in mano la mia anima… ha detto una parola che gli ha rovinato questa vita e l'altra». 'Awn al-Ma'bud (vol. 13, p. 200) spiega: quella parola distrusse ciò per cui aveva lavorato in questa vita e la sua parte nell'altra. Al-Durar al-Saniyya aggiunge che perse le sue buone azioni, e la sua fine nell'altra vita fu l'Inferno. Nella versione più lunga di Ahmad, Abu Hurayra racconta questo hadith per avvertire un uomo di non dire mai parole simili a nessuno, nemmeno quando è arrabbiato.[1][10][7][9]
- Sahih Muslim (n. 2621) ha la stessa lezione: un uomo disse: «Per Allah, Allah non perdonerà quel tale», e Allah disse: «Chi è costui che giura nel Mio nome che Io non perdonerò quel tale? Io l'ho perdonato, e ho annullato le tue azioni». Al-Nawawi, il grande studioso che spiegò la raccolta di Muslim, dice che la parola araba «يتألى» significa giurare (vol. 16, p. 133), e che il hadith mostra che Allah perdona i peccati, quando vuole, anche senza pentimento. In un altro hadith (al-Bukhari 7422) Allah scrisse: «La Mia misericordia precede la Mia ira»; al-Nawawi spiega che questo significa quanto è grande e quanto è vasta la Sua misericordia (vol. 17, p. 225).[2][11][5][6][12]
- Il film finisce con un versetto del Corano (az-Zumar 39:53), in cui Allah dice al Profeta di dire a chi ha fatto torto a se stesso con i propri peccati: «non disperate della misericordia di Allah. Allah perdona davvero tutti i peccati.» Ibn Kathir spiega che questo versetto è un invito a ogni peccatore a pentirsi e a tornare ad Allah, e che non si deve mai perdere la speranza nella misericordia di Allah, anche se i propri peccati sono molti e grandi, perché «la porta del pentimento e della misericordia è ampia», cioè spalancata. Lo studioso as-Sa'di spiega: non perdete la speranza e non dite che i vostri peccati sono troppi per essere cancellati; sappiate che Allah perdona tutti i peccati.[13][14][15]
Lezioni e benefici
- Non giudicare la fine di nessuno: solo Allah decide chi è perdonato e chi entra in Paradiso o all'Inferno.[1][7]
- Consigliare qualcuno è un bene, e va fatto con dolcezza. Il devoto non fu punito per il suo consiglio, ma per il suo giuramento che Allah non avrebbe perdonato.[7]
- Fai attenzione alle tue parole, soprattutto quando sei arrabbiato: una sola frase può distruggere anni di buone azioni.[1][10][9]
- Non chiudere mai la porta della misericordia di Allah a nessuno, e mai a te stesso: per quanti siano i peccati, la porta per tornare a Lui è spalancata.[2][13][14][7]
- La speranza e il timore vanno insieme: non sentirti al sicuro per la tua adorazione, e non perdere la speranza per i tuoi peccati.[7]
- La misericordia di Allah è più grande della Sua ira: è più vasta di qualsiasi cosa possiamo immaginare.[5][6][12]
Domande per riflettere
Queste domande sono scritte da Qabas Anime per aiutarti a riflettere. Non fanno parte dello hadith, del Corano né dei loro commenti.
- Hai mai guardato gli errori di qualcuno sentendoti sicuro di essere migliore di lui? Che cosa non vedi della sua vita con Allah?
- Il consiglio del devoto era buono, ma le sue parole nella rabbia no. Come puoi dire la verità a qualcuno con dolcezza, senza decidere al posto di Allah?
- Una sola frase rovinò anni di preghiera e di digiuno. C'è qualcosa che dici quando sei arrabbiato e che vorresti poter ritirare?
- C'è qualcuno per cui hai perso ogni speranza, o una parte di te che pensi Allah non perdonerebbe mai? Che cosa cambierebbe se ricordassi che la Sua misericordia precede la Sua ira?
Fonti
Su questo racconto
Il film racconta questo hadith con parole sue, come una scena. Dettagli come la casa con il pozzo e il fico, il saluto tra i due uomini, i consigli al pozzo e nel vicolo, le parole del devoto nel Giorno del Giudizio («Signore mio… perché?! Io pregavo… io digiunavo!»), il «Sia lode ad Allah» del peccatore, la pioggia e il pentimento del peccatore da solo, le tombe, e gli angeli che portano via il devoto fanno parte del racconto del film, non sono parole del hadith. Le spiegazioni del narratore (le frasi che cominciano con «Cioè») e le lezioni alla fine sono la spiegazione del film, non parole del hadith. Il hadith non dice qual era il peccato del peccatore. Ciò che è autentico è il hadith riportato qui sotto, con gli altri racconti elencati insieme a lui, e il versetto del Corano recitato alla fine.
Ciò che è autentico
- Narrazione
- Sunan Abi Dawud 4901 (Riferimento nel libro: Book 43 (General Behavior (Kitab Al-Adab)), Hadith 129)
- Riportato anche in
Musnad Ahmad 8292 (Mu'assasat al-Risala edition, no. 8292)The same hadith of Abu Hurayra, through the same narrator Damdam ibn Jaws al-Yamami, in a longer wording: Abu Hurayra first tells him «يا يماميُّ، لا تقولنَّ لرجلٍ: واللهِ لا يغفرُ اللهُ لكَ، أو لا يُدخِلُكَ اللهُ الجنَّةَ أبدًا», never say to a man: By Allah, Allah will not forgive you, or Allah will never let you into Paradise; and when Damdam answers that people say this to a brother or a friend when they are angry, he says: do not say it, then tells the hadith. In this wording the sinner is «مُسرِفًا على نفسِه», a man who wronged himself, the words of the verse recited at the end of the film (39:53); Allah sends an angel who takes the souls of the two men; and Abu Hurayra swears by the One in whose hand is the soul of Abu al-Qasim, that is, the Prophet (peace be upon him). Text and grading as shown by al-Durar al-Saniyya (Shu'ayb al-Arna'ut, Takhrij al-Musnad, no. 8292: «إسناده حسن، ومتنه غريب»). Our summary of the Arabic; no published English translation was found.
Sahih Muslim 2621 (Book 45 (The Book of Virtue, Enjoining Good Manners, and Joining of the Ties of Kinship), Hadith 178)Another hadith with the same lesson, narrated by Jundub, in Muslim's chapter «باب النَّهْىِ عَنْ تَقْنِيطِ الإِنْسَانِ، مِنْ رَحْمَةِ اللَّهِ تَعَالَى», on Sunnah.com "Chapter: The Prohibition Of Making Others Despair Of The Mercy Of Allah": a man said «وَاللَّهِ لاَ يَغْفِرُ اللَّهُ لِفُلاَنٍ», and Allah said «مَنْ ذَا الَّذِي يَتَأَلَّى عَلَىَّ أَنْ لاَ أَغْفِرَ لِفُلاَنٍ فَإِنِّي قَدْ غَفَرْتُ لِفُلاَنٍ وَأَحْبَطْتُ عَمَلَكَ». The film quotes it (in its own plain words) after the story.
Sahih al-Bukhari 3244 (Book 59 (Beginning of Creation), Hadith 55)Abu Hurayra's narration of what Allah said about Paradise: «أَعْدَدْتُ لِعِبَادِي الصَّالِحِينَ مَا لاَ عَيْنَ رَأَتْ، وَلاَ أُذُنَ سَمِعَتْ، وَلاَ خَطَرَ عَلَى قَلْبِ بَشَرٍ», what the film says when the sinner walks into Paradise. Also Sahih Muslim 2824a.
Sahih Muslim 2824a (Book 53 (The Book of Paradise, its Description, its Bounties and its Inhabitants), Hadith 3)The same hadith of Abu Hurayra about Paradise, in Muslim's book on Paradise.
Sahih al-Bukhari 7422 (Book 97 (Oneness, Uniqueness of Allah (Tawheed)), Hadith 50)Abu Hurayra's narration: when Allah had finished creating, He wrote «إِنَّ رَحْمَتِي سَبَقَتْ غَضَبِي», "My Mercy preceded My Anger"; the film's last saying before the verse (“My mercy comes before My anger”). Also Sahih Muslim 2751a.
Sahih Muslim 2751a (Book 50 (The Book of Repentance), Hadith 17)The same hadith of Abu Hurayra, in the wording «إِنَّ رَحْمَتِي تَغْلِبُ غَضَبِي», my mercy prevails over my anger, in Muslim's chapter on how wide Allah's mercy is and that it comes before His anger.
- Valutazione
Sahih (authentic), as graded by al-Albani
- Abu Dawud ha riportato questo hadith nella sua raccolta, Sunan Abi Dawud, una delle sei principali raccolte delle parole del Profeta, con il n. 4901, nel suo libro sulle buone maniere, da Abu Hurayra, un compagno del Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui). Sunnah.com riporta il giudizio dello studioso degli hadith al-Albani: sahih (autentico). Al-Durar al-Saniyya, un'enciclopedia araba degli hadith, riporta lo stesso giudizio dal Sahih al-Jami' di al-Albani (n. 4455), e osserva che anche Ahmad (n. 8292) e Ibn Hibban lo hanno riportato, con piccole differenze.[1][8]
- Altri studiosi degli hadith lo hanno giudicato hasan (buono), il livello appena sotto sahih, anch'esso accettato come affidabile: al-Wadi'i (al-Sahih al-Musnad, n. 1302), e Shu'ayb al-Arna'ut, che nelle sue note al Musnad di Ahmad (n. 8292) ha giudicato hasan la sua catena di narratori e il suo testo «غريب», cioè raro. Lo studioso al-Mundhiri ha segnalato un narratore della sua catena, Ali ibn Thabit al-Jazari: al-Azdi lo considerava debole, mentre Ibn Ma'in e Abu Zur'a lo consideravano affidabile ('Awn al-Ma'bud, vol. 13, p. 200).[7][9][10]
- Gli altri detti citati dal film si trovano nelle due raccolte più affidabili, Sahih al-Bukhari e Sahih Muslim: l'uomo che giurò che Allah non avrebbe perdonato qualcuno (Muslim 2621), ciò che Allah ha preparato in Paradiso (al-Bukhari 3244, Muslim 2824a) e la misericordia di Allah che precede la Sua ira (al-Bukhari 7422, Muslim 2751a). Ogni hadith di queste due raccolte è accettato come autentico.[2][3][4][5][6]
- Versetti
- Az-Zumar 39:53
- Traduzione pubblicata consultata
- Hamza Roberto Piccardo, Il Corano, traduzione di Hamza Roberto Piccardo (Quran.com)
- Significato in linguaggio semplice (Qabas Anime)
- 39:53
- Tafsir
- Tafsir Ibn Kathir (Abridged), English, Quran.comAs-Sa'di, Taysir al-Karim ar-Rahman (Arabic), on Quran 39:53, Quran.com
Fonti
- [1] Sunan Abi Dawud 4901, General Behavior (Kitab Al-Adab), Sunnah.com (consultato il 2026-10-29)Abu Hurayra's narration, in the chapter on the prohibition of wronging others; Arabic text and English translation (Prof. Ahmad Hasan); grade shown: Sahih (Al-Albani).
- [2] Sahih Muslim 2621, The Book of Virtue, Enjoining Good Manners, and Joining of the Ties of Kinship, Sunnah.com (consultato il 2026-10-29)Jundub's narration, in the chapter «باب النَّهْىِ عَنْ تَقْنِيطِ الإِنْسَانِ، مِنْ رَحْمَةِ اللَّهِ تَعَالَى» (Chapter: The Prohibition Of Making Others Despair Of The Mercy Of Allah); Arabic text and English translation (Abdul Hamid Siddiqui).
- [3] Sahih al-Bukhari 3244, Beginning of Creation, Sunnah.com (consultato il 2026-10-29)Abu Hurayra's narration about Paradise; Arabic text and English translation (Dr. M. Muhsin Khan).
- [4] Sahih Muslim 2824a, The Book of Paradise, its Description, its Bounties and its Inhabitants, Sunnah.com (consultato il 2026-10-29)Abu Hurayra's narration about Paradise; Arabic text and English translation (Abdul Hamid Siddiqui).
- [5] Sahih al-Bukhari 7422, Oneness, Uniqueness of Allah (Tawheed), Sunnah.com (consultato il 2026-10-29)Abu Hurayra's narration «إِنَّ رَحْمَتِي سَبَقَتْ غَضَبِي»; Arabic text and English translation (Dr. M. Muhsin Khan).
- [6] Sahih Muslim 2751a, The Book of Repentance, Sunnah.com (consultato il 2026-10-29)Abu Hurayra's narration «إِنَّ رَحْمَتِي تَغْلِبُ غَضَبِي», in the chapter on how wide Allah's mercy is; Arabic text and English translation (Abdul Hamid Siddiqui).
- [7] Al-Durar al-Saniyya, Encyclopedia of Hadith Commentary, sharh of the hadith of the two men of the Children of Israel (page 215385), Al-Durar al-Saniyya (dorar.net) (consultato il 2026-10-29)Arabic, under the supervision of the site's scholarly committee: the hadith (Abu Dawud 4901, Ahmad 8292) with al-Wadi'i's grading (al-Sahih al-Musnad 1302) and the explanation; summarised and translated by Qabas Anime.
- [8] Al-Durar al-Saniyya, Hadith Encyclopedia: the hadith graded by al-Albani (Sahih al-Jami' 4455), Al-Durar al-Saniyya (dorar.net) (consultato il 2026-10-29)Arabic: the hadith, graded «صحيح» by al-Albani, with where it is recorded (Abu Dawud 4901, Ahmad 8292, Ibn Hibban).
- [9] Al-Durar al-Saniyya, Hadith Encyclopedia: Musnad Ahmad 8292 graded by Shu'ayb al-Arna'ut (Takhrij al-Musnad), Al-Durar al-Saniyya (dorar.net) (consultato il 2026-10-29)Arabic: Ahmad's wording, through Damdam ibn Jaws al-Yamami, graded «إسناده حسن، ومتنه غريب»; summarised by Qabas Anime (no published English translation was found).
- [10] Al-'Azimabadi, 'Awn al-Ma'bud Sharh Sunan Abi Dawud, vol. 13, p. 200 (Book of Good Manners, chapter on the prohibition of wronging others, commentary on Sunan Abi Dawud 4901), Islamweb.net library (page numbers as printed) (consultato il 2026-10-29)Arabic, summarised and translated by Qabas Anime; includes al-Mundhiri's note on the narrator Ali ibn Thabit al-Jazari.Pagine consultate: p. 200
- [11] Al-Nawawi, Sharh Sahih Muslim (al-Minhaj), vol. 16, pp. 133-134 (Book of Virtue, chapter on the prohibition of making others despair of Allah's mercy, commentary on Sahih Muslim 2621), Islamweb.net library (page numbers as printed) (consultato il 2026-10-29)Arabic, summarised and translated by Qabas Anime.Pagine consultate: pp. 133-134
- [12] Al-Nawawi, Sharh Sahih Muslim (al-Minhaj), vol. 17, p. 225 (Book of Repentance, chapter on how wide Allah's mercy is, commentary on Sahih Muslim 2751), Islamweb.net library (page numbers as printed) (consultato il 2026-10-29)Arabic, summarised and translated by Qabas Anime.Pagine consultate: p. 225
- [13] Quran 39:53, Surah Az-Zumar, Quran.com (consultato il 2026-10-29)English translation by Saheeh International. The Arabic shown on this page is the Tanzil Uthmani text (see arabic_source).
- [14] Tafsir Ibn Kathir (Abridged), English, Quran.com (consultato il 2026-10-29)The abridged English translation of Ibn Kathir's Tafsir al-Qur'an al-'Azim, as shown on Quran.com under "Ibn Kathir (Abridged)". Summarised in our own words.Pagine consultate, per versetto: 39:53
- [15] As-Sa'di, Taysir al-Karim ar-Rahman (Arabic), on Quran 39:53, Quran.com (consultato il 2026-10-29)Arabic, as shown on Quran.com; summarised and translated by Qabas Anime. Quran.com shows this commentary verse by verse; this page is the commentary on the verse named.
Trascrizione
Le parole dell'episodio, dai sottotitoli (Italiano) della voce originale.
Una sola parola… detta da un devoto in un momento di rabbia… …e gli rovinò questa vita e l'altra. Una storia raccontata dal Profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui) e riferita dal suo compagno Abu Hurayra. Tra i Figli di Israele c'erano due uomini che erano come fratelli, cioè due amici che si volevano bene come se fossero fratelli. «La pace sia con te, fratello mio». «E con te sia la pace».
Uno dei due peccava. Il racconto non dice qual era il suo peccato… ma disobbediva al suo Signore e se ne allontanava.
E l'altro, il devoto, si impegnava molto ad adorare Allah: pregava, digiunava e ricordava spesso Allah.
Il devoto continuava a vedere l'altro peccare, e gli diceva: «Smettila». Cioè: fermati, smetti quello che fai. Un buon consiglio… perché consigliare con sincerità fa parte della fede. E si ripeté… giorno dopo giorno. «Smettila!» Il peccatore ascoltava… e poi tornava al suo peccato.
Finché un giorno lo trovò a peccare, e gli disse: «Smettila!» E il peccatore rispose: «Lasciami con il mio Signore. Sei forse stato mandato a sorvegliarmi?» Il devoto si arrabbiò… e disse una parola terribile: «Per Allah, Allah non ti perdonerà!»
O disse: «Allah non ti farà entrare in Paradiso». Giurò per Allah, come se decidesse al posto Suo… e giudicò suo fratello su ciò che sa solo Allah.
Poi Allah prese le loro anime… e i due morirono.
Ognuno fu sepolto nella sua tomba… solo, con nient'altro che le sue azioni.
Poi venne il Giorno del Giudizio… il giorno in cui ognuno sta davanti al suo Signore.
I due si alzarono dalle tombe…
…e furono riuniti davanti al Signore di tutti i mondi. Il devoto era sicuro di sé… come il giorno in cui aveva giudicato suo fratello. E Allah disse al devoto: «Mi conoscevi forse? O avevi potere su ciò che è nella Mia mano?» Cioè: sapevi ciò che so Io? O eri padrone della Mia misericordia, per negarla ai Miei servi? E non trovò risposta. E suo fratello, il peccatore… aspettava con paura, conoscendo i suoi peccati. E Allah disse al peccatore: «Va', entra in Paradiso per la Mia misericordia». «Sia lode ad Allah… sia lode ad Allah». Non disse «per le tue azioni»… ma «per la Mia misericordia».
E dell'altro, Allah disse: «Portatelo all'Inferno». «Signore mio… perché?! Io pregavo… io digiunavo!» Gli angeli lo portarono all'Inferno… tremante di paura.
Lunghi anni di preghiera e di digiuno… perduti per una sola parola.
Una parola con cui voleva chiudere la porta della misericordia di Allah… in faccia al fratello.
Quanto al peccatore… camminò verso il Paradiso, con le lacrime agli occhi. E lì, come ci ha detto il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui), c'è ciò che nessun occhio ha visto, nessun orecchio ha udito, e nessun cuore umano ha mai immaginato.
Abu Hurayra disse: «Per Colui che tiene in mano la mia anima… ha detto una parola che gli ha rovinato questa vita e l'altra». Non si è perduto per aver consigliato suo fratello… consigliare è un bene. Si è perduto perché ha giurato per Allah… e ha deciso che Allah non avrebbe perdonato il fratello. Non giudicare mai nessuno per i suoi peccati… vedi il suo peccato, ma non il suo pentimento. Forse si pente in un attimo, da solo con il suo Signore… e nessuno lo sa. E non dire mai: «Allah non perdonerà quel tale»… Allah è il più misericordioso di tutti. Nel libro Sahih Muslim, il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) racconta che un uomo disse: «Per Allah, Allah non perdonerà quel tale». E Allah, l'Altissimo, disse: «Chi è costui che giura nel Mio nome che Io non perdonerò quel tale? Io l'ho perdonato, e ho annullato le tue azioni». In un altro detto del Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui), Allah dice: «La Mia misericordia precede la Mia ira». Se vedi tuo fratello nel peccato… consiglialo con dolcezza e chiedi ad Allah di guidarlo. E temi per te stesso… perché nessuno sa come finirà la propria vita. E Allah, l'Altissimo, dice: Di': «O Miei servi che avete fatto torto a voi stessi, non disperate della misericordia di Allah. Allah perdona davvero tutti i peccati. Allah perdona davvero tutti i peccati. Egli è Colui che perdona, il Misericordioso.» (Az-Zumar 39:53)




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